Generalmente, la linea é una figura continua ad una direzione, definibile come il risultato delle successive posizioni di un punto in movimento.

Nella mia mente, al contrario, é un elemento difficile da catalogare.
Essa é mutevole, a volte prende direzioni diverse.
Ha una continua evoluzione che varia in base ai nostri progressi.
Non é percettibile, ma é una costante con cui abbiamo a che fare ogni giorno.

La domanda é: “la linea avrà mai una fine?”.

Immaginiamo di essere quel punto in movimento citato nella prima frase.
In base alle nostre azioni, regolari o discontinue, la linea si trasforma, e genera un cambiamento che, naturalmente, si ripercuote nella nostra testa.
Di conseguenza non so quale potrebbe essere la vera risposta alla domanda, ma credo che la sua fine, sempre che ci sia, é totalmente casuale.

Ma il caso genera cose che non ci aspettiamo, genera forme e genera movimenti. Genera idee, genera progetti.

Il disegno, ad esempio, é la rappresentazione fisica di questo concetto.
Lasciare un segno indelebile su una qualsiasi superficie fa in modo che essa cambi totalmente, che assuma un carattere del tutto personale e irripetibile.
Nel momento in cui decidiamo di esprimerci artisticamente siamo solo noi.
A quel punto, entra in gioco un oggetto, penna o matita che sia.

Ma questo non fa altro che affidarsi al nostro istinto.
Siamo noi a prenderne il comando.

Ed é così che i punti si moltiplicano, la linea si allunga fino a diventare molto lontana.
Le nostre idee prendono forma e le forme si materializzano.

Pensiamo, invece, al tatuaggio.
Quell’arte affascinante che ci racconta una storia, dei periodi di vita e uno sviluppo non indifferente.
Un segno indelebile sulla pelle; una traccia che parla di noi, delle nostre fantasie, del nostro vissuto.
Una linea che sembra apparentemente ferma, conclusa, finita.
Ma che nel tempo muta, si trasforma, attraversa le rughe, si spezza, ci appartiene.

Quando mi chiedono “cosa faremo da vecchi con tutti questi tatuaggi?” rispondo sempre “quello che abbiamo fatto finora”.

Non c’é cosa più interessante della differenza.
Dello sfidare i propri limiti.
Del disinteresse nel pregiudizio.
Del credere nei propri principi.

E poi, detto sinceramente, i problemi da vecchi saranno altri.
La linea indelebile che attraverserà la nostra pelle non farà altro che ricordarci periodi di vita.

Voglio però provare a spiegarmi meglio.

Il momento in cui mi sono avvicinata all’arte del tatuaggio é stato del tutto magico.
È avvenuto così naturalmente.
Mi è sembrato come se non avessi potuto fare altro nella vita. Prima o poi avrei dovuto averci a che fare.
E la linea, quella famosa costante che non vediamo ma con cui abbiamo a che fare ogni giorno, già lo sapeva.
Io non ho fatto altro che usarla in ogni mio disegno, schizzo o illustrazione.
Colei che ha svolto la maggior parte del lavoro é stata la mia mente, coinvolta ed alimentata da idee, fantasie e forme.

Illustrazione Giulia Marotta Linea

Autore: Giulia Marotta

Clicca qui per leggere gli altri articoli!

Facci sapere cosa ne pensi!