Un soffio, un gesto, un movimento, modificano l’ambiente intorno all’uomo.

Questi interventi, invisibili, impalpabili, impercettibili, consistono in realtà in un sostanziale mutamento del tempo e dello spazio che l’uomo vive.

Uno spostamento di massa d’aria muove e muta lo scorrere del tempo, così come modifica l’aria stessa che lo circonda.

Giuseppe Penone definisce “scultura” ogni contatto, ogni scontro tra “materia”.

Lui, esponente dell’arte povera, allude a tutto ciò che povero in realtà non è: lavora sulle metafore della vita grazie all’uso di materiali umili come rami, tronchi, foglie, pietre, uniti all’utilizzo saltuario del bronzo.
L’aria, il respiro, lo spazio, il tempo e la natura sono i suoi metri di confronto con la vita.
Tutto ciò che circonda l’uomo viene visto, attraversi gli occhi di quest’ultimo, come qualcosa di scontato e dovuto.

Penone si occupa e si interessa di indagare le conseguenze dell’azione dell’uomo sulla natura. “Respirare l’ombra”, della Collezione del Castello di Rivoli a Torino, analizza come il passare del tempo, unito all’esistenza e al passaggio dell’uomo, consumino la natura senza che il mondo se ne accorga.

Realizzata nel 1999, l’opera consiste in una stanza avente tre lati interamente ricoperti da foglie di alloro, incatenate al muro tramite una rete metallica, che rende quindi le foglie la superficie stessa delle pareti.
L’ambiente è in questo modo invaso dal profumo intenso dell’alloro che, però, dopo aver inebriato e dopo esser stato consumato da tutti gli spettatori visitanti la collezione, l’aroma inizia a svanire, e con esso il colore brillante delle foglie, che piano piano deperiscono fino, come sono visibili oggi, a diventare secche e dorate, come fossero un dono prezioso della natura.
La relazione con lo spazio, con la vita e con lo scorrere dei secondi e delle ore, è fondamentale per capire e apprezzare completamente l’opera di questo artista, il cui operato serve anche a rendersi conto di come l’agire incondizionato dell’uomo si rifletta sulla natura.

Questo agire, raccontato poeticamente da Penone, non è però da sottovalutare: l’antropocene, l’era attuale caratterizzata dall’intervento umano sulla Terra e sui suoi ecosistemi, sembra essere arrivata ad un punto di non ritorno.
L’arte e i suoi simboli, lanciano segnali decisi che l’uomo deve essere volenteroso di
cogliere, per riuscire a comprendere cosa accade nell’ambiente che abita.

Respirare l’ombra | Giuseppe Penone
Fonti: artnet.com – © CRT – Castello di Rivoli

 

Autore: Alessia Romano

 

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