Ciao amici e benvenuti a una nuova puntata di questa rubrica sessuale completamente autodidatta e priva di qualsiasi base professionale che ci piace tanto tanto assai.

Oggi, tra un bicchiere di vino rosso e l’altro, voglio affrontare un argomento capace di distruggere vite ed elevarne altre, un tema in grado di far tremare la terra e scatenare guerre interplanetarie: le dimensioni del pene.

Perché sì, siamo sinceri: lo sappiamo tutti che la classica frase tanto le dimensioni non contano, l’importante è come lo usi è una puttanata senza confini.

Un pò come l’irraggiungibile promessa della riduzione delle tasse, della creazione di nuovi posti di lavoro per noi giovani, della dichiarata guerra ai parcheggiatori abusivi o del fantomatico arrivo del principe azzurro che prima o poi verrà a salvarci da chissà cosa e alla fine vissero tutti felici e contenti.

Sappiamo bene che si tratta di una favoletta priva di fondamenta e, se facciamo appello a quel
briciolo di onestà intellettuale rimasta assopita nei più profondi meandri del nostro io, sappiamo
anche che le tasse non verranno mai ridotte, che i parcheggiatori abusivi guadagnano più di molti giovani laureati e che le dimensioni del pene contano.

Eccome se contano.

La dimensione del proprio pipino può rappresentare una condanna alla gogna sessuale o un
biglietto di sola andata verso Patataland.

Se da un lato per noi femminucce la grandezza della nostra sacra fonte non rappresenta una
causa di stress così grande – basti pensare al fatto che difficilmente abbiamo sentito la necessità di andarcene in giro con un compasso nella borsetta per fare a gara a chi avesse la circonferenza più appetitosa durante la nostra fase adolescenziale – molti maschietti, invece, sono cresciuti a pane e righello, ossessionati da quel centimetro in più che li avrebbe resi grandiosi e invincibili davanti ai propri amici.

Facendo un pò di rapido “zapping” sull’argomento nel fantasmagorico universo dell’internet, ho
scoperto qualche informazione interessante che credo valga la pena condividere con voi.

Iniziamo con una realtà tanto sconcertante quanto vera: l’esistenza di una serie infinita di prodotti, barbatrucchi, interventi e false promesse che dovrebbero garantire l’allungamento del pene.

Dal mio modestissimo punto di vista credo che la questione della lunghezza del pene rappresenti il classico caso in cui la meritocrazia va a farsi un giro: si tratta di una variabile che non può essere calcolata.

Potrebbe andare di culo come potrebbe andare malissimo.

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Non esistono diete, esercizi o meriti particolari che possano determinare le dimensioni del proprio pene.
Si tratta di un fattore genetico – e anche geografico – che va oltre il nostro controllo.

Perché geografico? Perché, da quanto si evince dalle mie accuratissime ricerche sull’argomento, le dimensioni medie del pene variano anche a seconda del paese di provenienza.

Ed ecco che con il cuore stracolmo di orgoglio e patriottismo vi comunico che sì, questo è uno dei casi in cui bisogna urlare Prima gli italiani!

Nella top 10 dei paesi che vantano il pipino più lungo del globo troviamo in primissima posizione il Congo con una media di ben 17,93 cm (diciassettevirgolanovantatrecentimetri, non so se mi
spiego. Avete mai sentito il detto once you go black you never go back?), seguito dal Venezuela
con una media 16,93 cm e dalla Colombia con 16.75 cm (confermo, ndr), per passare poi dal Sudan (16.47 cm), Brasile (16.10), Francia (16,01 cm di baguette) e dall’Italia con una media di
circa 15.74 cm di sana e robusta costituzione all’olio di oliva.

Insomma sì, potremmo anche non esserci classificati agli ultimi mondiali ma, in quanto a
dimensioni, direi che non abbiamo niente di cui lamentarci.

Il premio di consolazione per gli ultimi in classifica vola verso oriente, più nello specifico verso i
nostri amici piccini picciò dotati di quella che – in termini scientifici – viene definita la “micro
minchia”: Giappone, dove la popolazione maschile vanta una media di ben 10,92 cm, Cina (10.89 cm), India (10,24 cm), Corea del Sud (9.66) e Thailandia, dove la media si aggira intorno ai 9.43 cm.

A questo punto mi sembra doveroso inviare un abbraccio fortissimo, pieno di affetto e rispetto a
tutte le donne nate tra i confini di queste terre che, per uno strano scherzo del destino,
probabilmente non proveranno mai quel sexual pleasure che solo un giretto in Congo, Venezuela o Italia potrebbe regalare.

Amiche care, siamo con voi!

Ma adesso ecco che arriva la vera domanda: le dimensioni sono importanti sì o no?

Se da un lato è vero che oltre alla lunghezza ciò che conta è il diametro (elemento fondamentale per definire il successo di questa delicatissima equazione), credo che sia altrettanto vero che se si ha un pene di 10 cm si ha comunque un pene di 10 cm.

Punto.

Fine della storia.

Potrà anche essere usato come il pennello di Picasso, ma si tratta pur sempre di un giochino
formato tascabile.

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Illustrazioni: Mrzyk & Moriceau

Autore: Cristina Buonerba
The Lazy Trotter

 

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