Queste forme piene e brillanti sembrano realizzate per mano di un software digitale.

In parte è vero.

Un software rielabora l’immagine, rendendola lineare ed essenziale, ed è poi per mano dell’artista Paul Kremer che queste immagini prendono forma su tele di grandi dimensioni.

Kremer utilizza forme sovrapposte di colori “piatti” per produrre interazioni ottiche basate sul rapporto tra le forme e le tinte. 

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Paul Kremer, Hopper 15, 2018

 

Il lavoro si compone di una ricerca che va oltre la mera astrazione.

Il lavoro di Paul Kremer è una meravigliosa combinazione tra quella che è la rivisitazione personale dello storico movimento pittorico Colour Field painting ( “pittura a campi di colore” ) – utilizzando soprattutto tinte audaci come il giallo, il rosso, o il blu brillante, che si combinano con il grigio, il nero e il bianco -, e l’astrazione delle figure del quotidiano.

Le campiture piatte incontrano la geometrica illusionistica, che a volte evoca grandi monumenti architettonici, a volte grandi massi di ghiaccio o elementi naturali.

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Paul Kremer, Hoverweight Crop, 2018

 

L’utilizzo di campi di colore permette una comunicazione veloce e decisa con lo spettatore, che riconosce immediatamente le forme ma, contemporaneamente, ha tutto il tempo a disposizione per contemplare, per parlare con l’opera.

Ogni colore ha il proprio spazio, in perfetto dialogo con i vicini.

E le forme, pulite e semplici, evocano forme familiari, rendendo l’osservazione dell’opera piacevole e rilassante.

Tutto è al proprio posto: perfetto e ordinato così come è.

 

 

Autore: Alessia Romano

 

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