La Venere acchiappamosche, conosciuta anche come Dionaea muscipula, è una pianta carnivora che appartiene alla famiglia delle Droseracee, che rientrano nell’ordine delle Nepenthales.

Ricordate la Monkey Jars? (Se non avete letto l’articolo a riguardo vi consiglio di farlo al più presto) Possiamo dire che queste due piante siano imparentate fra loro.
Il nome richiama la dea Afrodite, allude al suo aspetto piacevole ma al contempo ingannevole che si conclude in una fine drammatica.

Se nominiamo le piante carnivore non possiamo non immaginarla: è impressionante notare come si sia nsediata nell’immaginario collettivo.
Le sue piccole foglie sono simili a delle tenaglie che si attivano, grazie alla tigmonastia (vedi articolo precendente) dai sensori posti all’interno della trappola e si chiudono a scatto inglobando lo sfortunato insetto capitato dentro che rimane improgionato fra i lunghi dentini delle foglie e che verrà digerito in un secondo momento attraverso degli enzimi.

Il colore delle “prigioni” varia a seconda di quanta luce la pianta riceve; in genere ama molto il sole essendo originaria del sud America, in particolare si colloca fra le praterie umide e sabbiose, esposte ad un vivo sole.

Come gli animali, d’inverno, entra in un periodo di letargo (durante il quale dobbiamo prestarle delle cure, ritirandola in un luogo caldo) che finisce con l’inizio della bella stagione dove riprenderà il ciclo vitale delle sue foglie-trappola.

Sebbene sia una pianta carnivora non spaventatevi, ama solo determinate prede come le mosche della quale è particolarmente ghiotta.

Non è di certo una buona idea, comunque, infilarci il dito nella speranza che venga catturato, rischieremmo di far nascere una nuova abitudine che potrà far estinguere l’uomo un domani.

 

Autore: Anna Aiolfi

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