Un lavoro dal ritmo lento ed elegante, una forma piena e un linguaggio formale e minimalista.

Il lavoro di Johnny Abrahams è stato una continua evoluzione, un continuo zoom sulla forma della linea. Passando da fitte griglie, dove la forma, attraverso quella struttura viene divisa in geometrie più piccole e sempre più intricate per formare un linguaggio di elementi progressivamente più fine.
Il lavoro si concentra sul rendere l’osservatore soggetto, sottolinenando gli effetti del suo movimento attorno ad esso.

Nei lavori d’oggi crea l’illusione di movimento e profondità sul piano pittorico. Tutto questo serve a richiamare l’attenzione sul processo di percezione e Abrahams lo fa esplorando colori, forme consistenze e spazio.

I dipinti di Johnny Abrahams parlano il linguaggio del minimalismo. Questi nuovi lavori, come si diceva prima, derivano dallo zoomare sui complicati schemi dei precedenti lavori ottici.
Grandi frammenti di  linee monocromatiche vengono rappresentati dopo essere stati ingranditi e composti finché l’opera finale non compare.

Abrahams crea sulla tela l’opportunità di celebrare lo spazio negativo e, allo stesso tempo, l’immagine soggetto del quadro.

Queste forme lente, immobili, paragonabili alla santità totemica, fluttuano tra la semplicità modernista e la sottile indagine sull’effetto della luce sulla percezione.

La vernice viene applicata con una spatola, metodo che causa la formazione di creste, influenzando l’interazione tra luce e composizione e invitandoli provvisoriamente nel regno tra scultura e pittura.

Da osservatori si viene coccolati e sedotti da segni morbidi, dall’impostazione scultorea, quasi architettonica di questi segni tranquilli ed eleganti.

Si viene rapiti dalla profondità di questa trama scura che catapulta l’occhio in una nuova dimensione.

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Autore: Alessia Romano

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