Una delle domande più frequenti dopo la fatidica “ma perché non hai tatuaggi?” (che rimane incessantemente in pole position), è questa:

come hai fatto ad arredare così il tuo studio?
oppure “hai lavorato con un designer o un architetto?”
o ancora “dove hai comprato tutte queste belle cose?”.

Beh, posso confessarvi che da piccola una delle mie aspirazioni più grandi era quella di fare la designer d’interni, ma dopo l’odio per le tavole di tecnica al liceo artistico ho deciso di dedicarmi ad altro.
La passione per l’arredamento, per gli oggetti di design e per la cura del posto in cui vivo o lavoro, però, è rimasta.

Credo che il segreto fondamentale per lavorare bene sia rendere il proprio spazio un ambiente ricco di ispirazioni, di buone vibrazioni e di serenità.
Non a caso, numerosi studi hanno dimostrato come colori, luci e spazi influiscano sulla nostra vita e sul nostro modo di lavorare.

Le piante da interno, per esempio, non solo sono in grado di preservare la salute di chi vive negli ambienti in cui esse si trovano, ma hanno anche effetti benefici sulle performance lavorative in quanto contribuiscono a ridurre i livelli di stress grazie alla loro azione purificante (ne parliamo in maniera più precisa nell’articolo “Le piante: una fonte medica naturale“).

Facevo fatica anche io a crederci, ma avere del verde in casa piuttosto che in ufficio migliora veramente le nostre prestazioni.


Purtroppo io non ho un buon pollice verde, ma so consigliarvi come arredare il vostro studio trasformandolo in un ambiente piacevole e confortevole, per voi e per gli altri, con una semplice parola dal design scandinavo: IKEA.

Lo so, non ho detto niente di nuovo, ma Ikea è un posto davvero magico se imparate a conoscerlo a fondo.
Mi rivolgo a chi, come me, ci spenderebbe l’intero stipendio.
Io non ho grandi vizi, ma quando mi sono ritrovata a fare il bilancio delle mie spese mensili, ho constatato che Ikea è stata la causa maggiore delle lacrime del mio portafogli.

Ma mi rivolgo anche a tutti coloro che pensano che arredare uno studio sia un investimento.
In realtà basta avere buon gusto, una selezione mirata e una chiara idea della personalità che deve assumere il proprio spazio.

Se il riscontro di chi avrà l’onore di varcare la porta d’ingresso sarà “mi sento come a casa”, sarete riusciti a pieno nell’intento.

I miei consigli sui prodotti da acquistare si riferiscono principalmente a come io ho arredato il mio angolo di Eight Lines Studio, quello che oggi è praticamente la mia casa.
Quella che non mi stanca mai vedere quando inizio una giornata di lavoro.
Perché si sa, le cose stancano, ma non quelle create con passione.
Se pensate di addormentarvi sul pc leggendo la mia lista della spesa, fatelo in un momento in cui siete tranquilli e sapete di avere abbastanza cash sulla vostra carta di credito.

Come molti di voi sanno, non amo i colori.
Anzi, non mi piacciono per niente.
Ma se accostati al bianco e al nero (sto parlando di un solo colore, al massimo di due, non esageriamo) il risultato può essere interessante.

Partiamo dalla base:

per fare un tavolo ci vuole il legno,
per fare il legno ci vuole l’albero,
per arredare uno studio ci vogliono pareti e pavimento.

Se avete intenzione di inserire oggetti piuttosto neutri, non vorrete mica dipingere il muro di arancione o di verde.
Andate di bianco, o di grigio. Sono colori che, per effetto ottico, faranno sembrare lo spazio ancora più ampio.

Are you ready? Go!

Pensiamo alle cose strettamente necessarie per non ritrovarvi a lavorare per terra.
Come ad esempio una scrivania.
Personalmente trovo che Alex sia perfetta per uno studio. Potrete comodamente infilarci sotto Malm, una cassettiera semplice che renderà l’accoppiata vincente.
In alternativa potreste optare per il sistema componibile e in vari colori Linnmord/Finnvard.
Io le ho entrambe e devo dire che rimangono di gran lunga le mie preferite.

Per lavorare comodamente, Sporren è un’ottima scelta se si parla di una seduta comoda e semplice.
Ma non dimenticatevi di Tertiar, la classica lampada da lavoro economica e che non passa mai di moda da agganciare alla vostra scrivania.
E parlando di fonti luminose, Hecktar rimane la regina indiscussa delle lampade da terra.

Se l’obiettivo è quello di avere un luogo pieno di fonti d’ispirazione, non mancheranno sicuramente libri e oggetti. Ma dove metterli?
Personalmente, mi piace far vedere a chiunque ciò che espongo; e che quindi gli scaffali siano aperti.
Se anche voi siete della stessa idea, Kallax non vi deluderà.
Ma devo dire che Lack, scaffale bianco e dal design bold, gli tiene testa.
Se non sapete quale sceglierle, fate come me: acquistateli entrambi!

Diciamo che, arrivati fin qui, avremo sicuramente una base d’appoggio per lavorare, fonti luminose per vedere e ripiani in cui appoggiare.

Ma non siate egoisti: pensate anche alle comodità altrui.
Avere delle poltrone in studio è fondamentale.
La serie di Strandmon realizzata in numerosi colori e fantasie è davvero pazzesca e instancabile.
Se preferite qualcosa di più minimal, invece, Gagnet e Raane faranno al caso vostro.
Manca un tavolino come base d’appoggio.
Sbirciando tra i prodotti ho appena scoperto Burvik, che potrete anche portare in giro senza dover fare grandi sforzi!

Come ultima cosa e più importante, sbizzarritevi con gli accessori.
Ogni volta che “faccio un salto” presso Ikea non può mai mancare Harliga, la campana di vetro in cui inserire al suo interno qualsiasi cosa.
E chi l’ha detto che l’innaffiatoio Bittergurka debba fungere da esso? Con al suo interno la foglia artificiale Smycka diventa un ottimo vaso.
Infine fate un salto nella sezione “cartoleria”.
Ne rimarrete affascinati.

Ma non prima di aver acquistato Ikornnes.

E di domandarvi cosa si nasconde dietro ai nomi bizzarri che Ingvar Kamprad, il fondatore di Ikea, creò tramite un detabase di parole svedesi.

Autore: Giulia Marotta

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