Sarà che non c’è tempo di aspettare.
Sarà che, generalmente, la vita non aspetta nessuno.
Ma il momento giusto arriva, eccome se arriva.
Prima o poi, quando sarai stanco di aspettare ma avrai ancora un briciolo di speranza, il momento giusto busserà alla tua porta.

E non dovrai fare altro che accoglierlo e buttartici a capofitto.

Ognuno di noi cerca di immaginarsi il proprio futuro.
C’è chi dice “la vita è troppo breve per sprecarla facendo ciò che non ti piace”, oppure chi ti dice che ammazzarti di lavoro non serve a niente.
Che devi godertela.
Ma quando ti godi la vita, finisci per essere classificato come il nullafacente di turno.
Non va mai bene niente.

Mai.

La gente pensa, la gente dice, la gente non capisce.
La gente, la gente, la gente.

Ma chi è questa gente?
E chi è questa vita?
Bisogna affrontarla, sfidarla o fermarsi ad ammirarla?

Io credo che non ci si debba torturare il cervello facendosi troppe domande.
Le domande e le insicurezze non fanno altro che bloccare le azioni, giuste o sbagliate che siano.
Interrompono il processo pratico del raggiungimento di un obiettivo.

Abbiamo la possibilità di sceglierci la nostra vita.
Prenderla in mano e sconvolgerla completamente.

E se qualcosa non va come deve andare, non vuol dire che sia colpa degli altri.
Noi siamo gli unici artefici dei nostri problemi e gli unici responsabili del nostro futuro.
Cerchiamo di classificare le persone che ci circondano non tanto per quello che sanno fare oggi, ma per il loro livello di ambizione.

Bisogna agire.

È una frase fatta, una frase che ci hanno ripetuto millemila volte, ma è la verità.
E se non ti interessa, smetti di leggere questo articolo.

Sentirmi costantemente in ritardo sull’immaginaria tabella di marcia della vita.
Avere mille idee per la testa, mille ambizioni, mille di tutto.
Essere ricordata per aver fatto qualcosa di diverso.
Lasciare una traccia nel cuore e nella pelle delle persone.

Ti è mai capitato di sentire l’adrenalina scorrere lungo tutto il corpo ogni volta che vai al concerto del tuo cantante preferito?
Ecco.
Quella sensazione.
Quando torni vorresti spaccare tutto.
Vorresti avere il dono vocale e artistico di quel cantante per poter riuscire a trasmettere quello che lui ha trasmesso in te.

Io non so cantare, ma so apprezzare coloro che vogliono stravolgere e prendere in mano la propria vita.

Esagera.
Pretendi sempre di più da te stesso.
Lotta. Corri. Piangi.
Sbaglia, se necessario.
Serve molto di più che non commettere errori.

Fallo con rabbia, purché sia una rabbia sana e non competitiva.
Cresci.
Ma fallo con un obiettivo.

Autore: Giulia Marotta

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