I Kokedama, chiamati anche bonsai volanti, sono dei “vasi” sferici generalmente sospesi che hanno un forte impatto decorativo e, la loro funzione, è quella di accogliere fiori e piante.
Questi non devono essere confusi con i bonsai che seguono, circa, la stessa procedura di crescita ma all’interno di un vaso.

Il termine giapponese deriva dalle parole “koke” ossia muschio e dama, cioè sfera.

La leggenda presenta la storia di un contadino che, a causa della sua povertà, non poteva permettersi dei vasi ove riporre le sue piante e si ingegnò a produrre dei vasi completamente naturali tramite l’utilizzo di materiali a sua disposizione.

La tecnica si ispirò alla tradizione di coltivare un bonsai in uno stretto vaso, estratto una volta pronto per ammirarne le meravigliose radici.

La pallina è composta da un nucleo centrale di terra (chiamato ketotsuchi, d’origine acida e fangosa) dove è riposto il vegetale che viene avvolto da uno strato d’argilla ed infine inglobato nel muschio, formando una sfera che verrà successivamente inserita in un intreccio di fili di cotone, nylon o di qualsiasi materiale, per essere successivamente appesa.

E’ bene tener conto che le piante più adatte sono quelle che rimangono minute o che non pesano troppo sulla costruzione.

Il luogo migliore ove appendere i Kokedama è un posto soleggiato che permette alla pianta di ondeggiare ma, allo stesso tempo, la ripara dalle forti correnti.

L’effetto visivo creato è di un giardino sospeso nel vuoto, fluttuante, che crea un’aria di sospensione, avvolto da una magia unica che non può non rimandare agli splendidi ed evocativi giardini orientali.

 

Autore: Anna Aiolfi

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