L’aloe vera è una pianta carnosa perenne appartenente alla famiglia delle Aloeacee che trova la sua originaria collocazione nelle regioni che offrono un cllima caldo e secco come l’Africa, L’Australia e il Messico ma viene coltivata anche in climi più miti e temperati come in Italia, Grecia e Spagna.

Il nome deriva da Alos , ossia “sostanza salata”, attribuito alla pianta dal sapore acre che ne caratterizza il sapore.

Il suo uso medico deriva da una storia a noi molto lontana: veniva già usata dagli Egizi, dagli Indiani così come dalle popolazioni Cinesi ed Arabe che ebbero l’accortezza di sfruttare le proprietà del prezioso gel contenuto nelle foglie a scopo curativo o celebrativo come nel caso delle mummificazioni.
Venne successivamente utilizzata dai Romani e durante il Medioevo conobbe il mondo proliferando in ogni dove.

Le sue foglie crescono intorno ad un fulcro, diramandosi dapprima verso il cielo per poi adagiarsi al suolo man mano che queste aumentano di volume, e presentano all’estremità un margine seghettato.

Per giungere al punto del discorso, l’Aloe, è una pianta della quale non si può non riconoscere il potenziale curativo del gel contenuto nelle foglie carnose, costituito sopratutto da mucillagini, vitamine, sali minerali ed enzimi.

Grazie a queste proprietà e virtù, in parte cicatrizzanti ed antibatteriche, la succulenta può essere utilizzata come integratore, depurativo e lassativo, lenitivo e coagulante da bere o applicare su ferite ed ustioni – non può mai mancare in freezer un pezzo di aloe fresco da spargere sulle scottature dopo una giornata al mare sotto al sole, applicato proprio lì, dove la pelle è diventata color pomodoro.

Un altro modo per utilizzarne il gel è la sua applicazione sui capelli, per idratarli e nutrirli, o sui denti in caso di infiammazioni gengivali siccomme ha un forte potere cicatrizzante oppure subito dopo la lametta per recare sollievo alla zona interessata.

Inoltre è fondamentale nella purificazione dell’aria ma, di questo, ne abbiamo già parlato in un precedente articolo ( se non lo avete ancora letto correte subito! ).

E voi possedete una pianta d’Aloe? Conoscevate il suo potenziale terapeutico?

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Autore: Anna Aiolfi

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