Nell’immaginario popolare, la scultura è sempre rimasta qualcosa legata ai testi scolastici.
Su quei libri si trovava la scultura greca e la scultura romana, e sembrava che tutto questo mondo si fermasse lì.

L’arte contemporanea ha rivoluzionato tutto.

Materiali, forme, soggetti, tecniche.

Nel panorama italiano, Jacopo Cardillo, nome d’arte Jago, è stato un fulmine a ciel sereno.

Scultore italiano contemporaneo, realizza opere partendo da pezzi grezzi di pietra e, soprattutto, di marmo, che lavora in maniera sopraffina e innovativa, modellando soggetti estremamente leggeri e raffinati.

Memoria di sé, 2015, marmo statuario e sasso di fiume

I soggetti acquisiscono caratteristiche vive.
Lavora i materiali fino a mostrarne l’interno, fino a mostrarne i tessuti muscolari, tesi, come fossero reali, come fossero quelli di un corpo vivente.

Le sue opere capiscono lo spettatore, capiscono l’uomo, lo catturano e lo fanno proprio.
È per questo motivo che una volta entrati in contatto con esse, le operano entrano a far parte dell’anima di chi le osserva.

Il significato di queste opere è un significato con una valenza senza tempo, un valore eterno.
La memoria che si portano dentro è, e sarà la stessa, per un osservatore contemporaneo, e per un osservatore futuro.

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Vanitas, 2012, marmo e piombo

 

Jago, deve parte del suo successo, oltre alla sublime capacità di lavorazione della materia grezza, anche alla notevole abilità di utilizzo dei social network.

È stato di fatto definito “scultore social” per la sua ampia esposizione su Facebook e Instagram.
Si è fatto presto promotore di se stesso.

Ogni mattina, in diretta video, lavora alla sua opera davanti ad estimatori vicini e lontani, creando così un continuo contatto con i suoi followers e ammiratori.

 

 

 

Fonte: jago.art
Instagram account: @jago.artist

 

Autore: Alessia Romano

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