Abbiamo chiesto a Gloria Gorni, una giovane e affascinante illustratrice, di creare delle opere per Eight Lines Project. 

Le parole chiave dovevano essere: Natura, Vita e Struttura.

Ecco che cosa ne è venuto fuori. Una lotta di emozioni, di colori, di provocazioni che ti catapultano direttamente nel suo mondo.

Abbiamo avuto inoltre la possibilità di incontrarla per scambiarci quattro chiacchiere:

Cara Gloria, raccontaci come sono nate le tue creazioni.

È una domanda a cui sinceramente faccio fatica a dare una risposta, in primis perché nemmeno io ho le idee molto chiare sulla questione, e anche se le avessi, sarebbe comunque difficile trovare un punto d’inizio al processo creativo iniziato qualche anno fa. Ti posso dire, però, che tutto quello a cui lavoro, tutto ciò che produco, derivano da una dimensione interiore che sto pian piano cercando di esternare, per sfogo o più semplicemente per necessità di condivisione, ma anche per ambizione, voglia di lasciare una traccia.

Sembra che i tuoi lavori rispecchino a pieno la tua personalità.
In quali soggetti ti ritrovi maggiormente?

Principalmente mi occupo di ritratti, in particolare visi femminili, con cui mi trovo più a mio agio e che reputo il soggetto perfetto per mostrare emozioni, studiandone le espressioni. Aggiungo poi a essi sempre una nota di violenza e crudezza, sia per un piacere estetico personale, sia in funzione di smuovere le emozioni di chi guarda l’opera, ma soprattutto con il fine di provocare e disturbare l’osservatore, contrapponendo il tutto ad una dimensione quasi fiabesca nella quale ambiento i miei lavori.

Per ogni artista, il luogo in cui lavora si trasforma in un “rifugio”, in un trasmettitore di idee, ispirazioni e vibrazioni.
Da quello che vediamo su Instagram, la tua cameretta è diventata il tuo laboratorio.

Esatto, è stata una graduale trasformazione, ho iniziato ad accumulare materiali artistici e a gestire sempre di più lo spazio in base alle mie necessità, non avendo altre stanze disponibili in casa per poter lavorare.
Mia madre, designer, mi ha aiutata nel mio progetto e mi lascia totalmente libera di sporcare muri, tappeti e ciò che ho in camera.
Ormai ha capito che, finchè non avrò uno stipendio fisso per poter permettermi l’affitto di uno studio, la mia camera dovrà fungere da esso.

Nel tuo mondo si ritrovano spesso elementi botanici.
Come definisci il tuo legame con la natura? È una fonte di ispirazione per te?

Fin da quando ne ho ricordo, sono sempre stata in mezzo alla natura.
Mia madre, valtellinese, mi ha trasmesso l’amore per la montagna, mentre mio padre, emiliano, per la campagna ed i grandi spazi aperti.
In camera mia al momento sono arrivata ad ospitare sette piante, che sono con me da più di quattro anni ormai. Il verde mi mette tanto di buonumore, non potrei immaginare una vita senza sole, vento e tante piante.

L’obiettivo di un artista è anche quello di raggiungere uno stile riconoscibile ed identificativo.
E tu ci sei riuscita alla grande.
È stato un processo lungo? Credi che il tuo stile sia ancora in evoluzione?

Negli ultimi mesi, in particolare quest’estate, ho svolto a parer mio un grande salto evolutivo per quanto riguarda il mio stile e il mio modo di rappresentare la realtà, aiutata anche dalla frequentazione del primo anno in accademia di belle arti.
Sono molto soddisfatta di quello che ho raggiunto, soprattutto dal lato interiore, ovvero, se prima i miei lavori avevano tutti un significato comune, ora sto cercando di caratterizzarli singolarmente attribuendo ad ognuno un significato ben preciso, con l’ausilio anche di una parte scritta inserita nell’opera. È stato un processo lungo, che ha impiegato cinque anni circa, ma mi reputo e spero vivamente di essere una continua evoluzione, per riuscire ad esprimermi sempre al meglio.

Parlando di obiettivi, ognuno ha un’ambizione a cui punta, piccola o grande che sia.
Vivi la tua passione “giorno per giorno” o speri che possa diventare qualcosa di più grande?

Il mio obiettivo più grande, che credo sia quello di ogni artista, è di riuscire a trasformare la mia passione in un lavoro con cui posso mantenermi dal punto di vista economico, anche se credo che sia una delle cose più difficili da riuscir a fare ora come ora.
Finchè questo però non accade, mi ‘accontento’ del supporto continuo che ricevo da amici, parenti e dal piccolo pubblico che mi sono creata, che mi aiuta molto, soprattutto in chiave umanistica, e mi sprona a dare sempre di più.
Ovviamente ambisco sempre a salire di livello, a crescere e sviluppare la mia arte verso nuove correnti e ideologie, ma sono dell’idea che per far ciò devo solamente dare tempo al tempo e non forzare troppo il mio modo di pensare o di agire, rimanendo però sempre concentrata sul mio obiettivo finale.

Instagram: @gloriecoeur
@gloriagorni.illustrations
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