Vanessa Beecroft, fin dai suoi tempi all’Accademia di Brera, si è sempre trovata immersa nell’arte, ma soprattutto in quella moderna, dove i nudi di Caravaggio e le sculture morbide e delicate di Canova fanno da padrone.

Partendo da qui, questi capolavori sono stati trasformati, dalle mani dell’artista, e sono passati dall’essere tele e marmo, all’essere quadri, con soggetti quasi esclusivamente femminili.

Ma…

L’opera finale consiste in un rito, in quanto la scelta espressiva dell’artista è quella della performance, utilizzando il corpo di giovani donne, più o meno nude. Ciascuna delle partecipanti deve attenersi a una serie di norme – non parlate, non interagite con gli altri, non ridete, non muovetevi teatralmente, non muovetevi troppo velocemente, non muovetevi troppo lentamente, siate semplici, naturali, distaccate, siate inapprocciabili, non siate sexy, comportatevi come se foste vestite e se come se non ci fosse nessuno nella stanza – con l’obiettivo di comporre “quadri viventi”.

 

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Gli obiettivi di tutto questo lavoro sono molteplici: denunciare le relazioni complesse e spinose tra il corpo della donna e la società. pone al centro della propria riflessione i temi dello sguardo, del desiderio e del mondo della moda.

Vanessa Beecroft estremizza la nuda veritas delle sue modelle, scelte agli esordi, tra le non professioniste, con volti delicati e pallidi, un’apparenza angelica che nasconde forza e volontà.

La Beecroft vuole provocare, spingere in avanti i limiti della società contemporanea. Estremizzarli. Ma, nonostante la visione e la vena critica, il lavoro rimane comunque intriso di poetica, introspezione, psicoanalisi, cromia e composizione.

 

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I vari progetti includono, comunque, la partecipazione di diversi collaboratori: fotografi, truccatori, costumisti e casting.

La perfomance è una vera e propria sorpresa per chiunque: non esistono prove, non esistono “altri giorni”. Il giorno in cui la Beecroft incontra tutto lo staff, è già il giorno in cui avverrà la presentazione!

L’inizio della performance è caratterizzato da precise istruzioni – alle ragazze viene assegnato un numero scritto sul pavimento, quindi una posizione precisa – secondo una collocazione del gruppo su una linea quadrata, circolare o comunque simmetrica.

Alle modelle spetta poi di creare, un disordine naturale, privo appunto di teatralità.

 

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Autore: Alessia Romano

 

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