Cespugliosa, rasata o con il pizzetto?

Questo è il classico caso in cui la locuzione latina De gustibus non disputandum non potrebbe essere più azzeccata per risolvere la questione.

E bene sì, perché quando si parla di scegliere che acconciatura dare alla propria vagina non esiste uno stile che vada meglio dell’altro.
Si tratta di una scelta del tutto personale che varia a seconda di come ogni donna si sente a proprio agio con il suo corpo.

Per quanto l’immaginario dispensato da YouPorn e altri grandi colossal della masturbazione à porter disponibili sul web abbia spinto verso una moda che predilige il total nude e che abolisce qualsiasi traccia di pelo, esistono una serie di sfumature che intercorrono tra l’avere una patata completamente glabra allo scegliere un hairstyle cotonato in pieno stile anni ottanta.

Esistono, come piace chiamarle a me, cinquanta sfumature di pelo.

Da una una scelta ecofriedly che predilige un’accorciatina rapida e indolore fatta in casa (magari proprio con le forbici per le unghie mentre ci si improvvisa nella versione contemporanea del Barbiere di Siviglia), che rispetta la naturale crescita dal pelo ma in modo discreto, creando un effetto finale che ricorda un pò un prato all’inglese, laddove il pelo sì c’è, ma rimane corto e ben curato, fino a uno stile che ricorda un mix tra un montoncino senza maniche e il baffetto di Hitler: un inguine ben depilato intervallato dalla presenza di strisce di pelo – di vario spessore, a seconda dei gusti e delle disponibilità della stagione – lasciate crescere in cattività e sotto supervisione della propria estetista nelle parti più limitrofi alla nostra prediletta.
Per non parlare poi di uno di quegli outfit che nascono per caso ma che si trasformano in uno stile
di vita: la ricrescita.
Ovvero quella fase che intercorre da pochissimo dopo aver fatto l’ultima ceretta fino alla ceretta successiva.
Quello stato di peletto corto ancora in versione troppo babyhair per essere mandato via ma costretto a rimanere attaccato al nostro pube, pur consapevole dell’inevitabile fine che di lì a poco lo attenderà: il lettino dell’estetista.

Ma ci siamo mai fermati a chiederci a cosa servono i peli pubici?

Insomma, nonostante la maggior parte delle ragazze sia ben disposta a sottoporsi a torture barbariche e a spendere fior di quattrini in cerette e affini, esistono dei motivi ben precisi se quei simpatici peletti crescono proprio lì e, con loro, anche qualche lato positivo e negativo nel lasciarseli crescere in libertà o meno.

Pubic Hair : Fuck Yeah

● Non tutti sanno che i peli pubici sono in realtà dotati di super poteri creati ad hoc da madre natura   per proteggere le nostre zone più delicate.
Non solo funzionano da barriera mentre facciamo 
all’ammmore, riducendo lo sfregamento tra i genitali, ma ci proteggono anche da eventuali batteri e infezioni.

● Sono un simbolo di naturalità femminile per eccellenza.
Arrivano con la pubertà e segnano il nostro passaggio dall’essere bambine al divenire piccole e poi grandi donne.
Rappresentano la femminilità che la storia dell’arte ha raccontato su olio su tela attraverso la mano di grandi pittori ottocenteschi che si lasciavano ispirare da modelle senza troppi fronzoli, ma piuttosto con un’esplosione di potenza pubica.

● I nostri peli pubici possono essere dei grandi compagni di squadra quando si tratta di seduzione.
Tra le loro skills più inaspettate c’è anche la capacità di trattenere maggiormente i nostri ormoni sessuali, funzionando da naturale sex lotion per richiamare l’attenzione della nostra preda.

Public Hair : Fuck No

● Cerchiamo di essere onesti: che lo si voglia o no, la tendenza a prediligere una patata completamente o quasi del tutto depilata si è trasformata in uno standard di bellezza, almeno in occidente.
Ci sono maggiori probabilità che un partner preferisca che la propria compagna si depili piuttosto che si lasci così come mamma l’ha fatta.

● Se da un lato i peli pubici possono trasformarsi in un deodorante per ambiente naturale in grado di emanare feromoni e aumentare le nostre capacità seduttive, allo stesso tempo possono rivelarsi dei gran bastardi che trattengono anche una serie di altri odori che, in tutta onestà, sarebbe meglio non trattenere.
Nei giorni del ciclo o in tutta quella fase in cui è più che naturale che alcuni odori siano più intensi del solito, possono rivelarsi un’arma a doppio taglio.

● La scelta di optare per un outfit intero o parzialmente rasato è anche una questione di “ordine personale”: molte donne si preferiscono con un aspetto più curato e meno wild laggiù dove non batte il sole.
Seppur in modo doloroso, la ceretta rappresenta un modo come un altro per prendersi cura del proprio aspetto.

Lungo, corto o completamente depilato.
E tu di che pelo sei?

 

Autore: Cristina Buonerba
The Lazy Trotter

Illustrazioni: Giulia Marotta

 

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One thought on “ 50 sfumature di pelo: i pro e i contro dei peli pubici ”

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