Qualche giorno fa, o forse qualche settimana o addirittura qualche mese fa – ormai ho perso quasi completamente la cognizione del tempo – ho ricevuto un messaggio da parte di una mia amica che mi raccontava che si era svegliata in “modalità monella” mandando una decina di nudes ad alcuni dei suoi contatti più hot della sua rubrica con scritto due semplici parole “mi manchi”.

Livello di difficoltà: bassissimo.

Livello di ROI – indice di redditività del capitale investito: altissimo.

Con un solo scatto sapientemente inviato ai giusti contatti (leggasi presenti e futuri trombamici) questa giovane e ammiccante donzella si è assicurata una mattinata piena di beep beep sul cellulare – e sono certa anche di numerosi scodinzolamenti notturni.

Un ottimo modo di iniziare la giornata, su questo non ci sono dubbi.

Specialmente se sei tu ad essere il destinatario e ti ritrovi con un bel paio di bocce e una patata caliente a tutto schermo sul cellulare.

Ma aspetta, aspetta, aspetta!
Per primissima cosa cerchiamo di fare un passo indietro.

In questo articolo abbiamo deciso di parlare di sexting, giusto?
Una pratica alla quale tutti noi, dai millennials ai sessantenni attempati fino ai liceali precoci, facciamo ricorso da quando ormai lo smartphone si è trasformato in un’estensione del nostro braccio.

Tuttavia, prima di procedere oltre, credo che sia opportuno fare un pò di chiarezza sulla terminologia tecnica utilizzata per far riferimento a questo scambio di dati semi criptati, emoji ammiccanti e fluidi corporei in formato digitale.

Sexting: inviare testi o immagini sessualmente esplicite tramite Internet o telefono cellulare.

Nudes: inviare immagini semi nude o di nudo integrale (o in altre parole, come mamma ci ha fatti).

Emoji: tutti quei simpatici disegnini che utilizziamo per condire le nostre conversazioni in chat con la sola eccezione che, in questo contesto preciso, hanno la capacità di trasformarsi in chiari messaggi subliminali o sublinguali, che dir si voglia.

Lo sappiamo tutti che un’emoji a forma di banana non rappresenta veramente una banana e che quelle tre goccioline d’acqua non vogliono significare per forza che nel pomeriggio sono previsti temporali.
Bene.
Una volta fatta un pò di chiarezza riguardo questo argomento, scagli la pietra chi è senza peccato!

Insomma su, in un modo o nell’altro siamo tutti colpevoli di aver ceduto a un pò di sano sexting.
Non sarà mica un caso se esistono delle app pensate apposta per tenere lo scambio di foto e di messaggi zozzi lontano da occhi indiscreti (tanto lo so che ormai ho tutta la tua attenzione su di me, quindi prendi nota: una di queste famigerate app si chiama “Ky”: funziona esattamente come una calcolatrice.
Una volta inserito il pin segreto da noi scelto, ecco che come per magia si aprirà una finestra segretissima dove poter conservare tutti i nostri video e scatti porno. Geniale, vero?).

Ma adesso passiamo ad una questione un pò più concreta, ovvero a una certa etichetta che andrebbe rispettata durante le fasi di sexting.

Se da un lato è vero che l’arte del mandarsi foto e messaggini porno rappresenti un ottimo esercizio per mantenere viva una relazione – io sono anche a favore delle videochiamate su whatsapp; l’interazione live genera un engagement maggiore, lo sanno tutti – bisognerebbe pur sempre stabilire delle semplici regole di savoir faire e per farlo basterà porsi qualche domanda.
Posso veramente fidarmi di questa persona o nel giro di qualche minuto la mia foto farà il giro di tutti i gruppi Telegram e Whatsapp condivisi con i suoi amici? (in tal caso taglia la faccia baby, mi raccomando!)
Quanto tempo deve intercorrere tra il “ciao, come stai?” a un bel primo piano del nostro capezzolo?

Sto per scattarmi un nude: sono sicura di essere nel luogo ideale? (te lo dico solo perché una volta online ho visto un selfie sexy di una ragazza.
A primo sguardo non c’era niente di male se solo non fosse che, zoommando solo un pochino, ecco che compariva un piccolo stronzetto che galleggiava nel water.
Epic Fail, tesoro, epic fail!! Adesso non solo ti sei giocata il flirt, ma mezzo internet conosce i segreti più nascosti del tuo colon).

Morale della favola?

Fare sexting è bello, immortalare il nostro pipino e le nostre tette assicurandoci di fotografarle dal loro profilo migliore è bello, condividere e stuzzicare il nostro partner anche via chat è bello maaaaaaaaa mi raccomando: facciamolo sempre con un pizzico di sale in zucca!

Evitiamo di infilarci in situazioni scomode che ci vedranno protagoniste su tutti gli schermi della città mentre sgrillettiamo la nostra patataflower, non illudiamoci di essere delle pantere super sexy se alle nostre spalle abbiamo la tavoletta del water alzata pronta ad accoglierci e, soprattutto, non dimentichiamo che se anche in formato digitale stiamo sempre condividendo un pezzo di noi.

Rispettiamoci e facciamolo con raziocinio.

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Autore: Cristina Buonerba
The Lazy Trotter

Illustrazioni: Alessia Boccardo

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