Ebbene sì, dal report Top Of The Music di FIMI-Gfk, è Rockstar del rapper Sfera Ebbasta l’album più venduto dell’anno appena concluso.

Voglio però mettere una cosa in chiaro fin da subito, non stiamo classificando il valore artistico, stiamo analizzando le vendite del 2018. 

Lo so, la musica non è “una gara a chi ce l’ ha più grosso”

Anche perché il paragone non reggerebbe nemmeno, è ovvio che se stiamo a vedere la carriera, quello che ha dato alla musica Italiana nel mondo Laura Pausini, beh “ce l’ha infinitamente più grosso” lei!

(No oh, nessuno scandalo, Laura Pausini non ha nulla li in mezzo, e il video qui sotto ne è la conferma! Non fraintendiamoci)

 

Ok basta, la smetto.

Non perdiamo ulteriore tempo e vediamo insieme la top ten di questa classifica che, giusto per fare chiarezza, include fisico, digitale e streaming premium:

1. Sfera Ebbasta – Rockstar
2. Irama – Plume
3. Laura Pausini – Fatti Sentire
4. Salmo – Playlist
5. Maneskin – Il ballo della vita
6. Capo Plaza – 20
7. Benji & Fede – Siamo solo noise
8. Gemitaiz – Davide
10. Ed Sheeran – ÷

Una classifica caratterizzata da un’altissima percentuale di musica “giovane” e made in Italy, in cui le prime posizioni vedono una forte presenza di artisti rap.

Ma a cosa si deve un’inversione di tendenza di questo tipo? Dov’è finito il rock?

Ormai è da qualche anno che fatica a raggiungere la vetta delle classifiche, eccezion fatta per quelle riguardanti le vendite di Vinili, dove troviamo ancora gli album che hanno fatto la storia di questo genere ad occupare le prime posizioni.

Secondo Enzo Mazza, CEO di FIMI, questa situazione è la conferma di una rivoluzione generazionale importante nel nostro paese e lo si capisce dalle dichiarazioni rilasciate in seguito alla pubblicazione della classifica:

“Otto su dieci degli artisti in top ten album hanno meno di trent’anni: è il risultato degli investimenti che le case discografiche hanno effettuato negli anni della crisi del settore.
Si tratta di investimenti che hanno prodotto un cambiamento epocale nella musica italiana insieme con le giovanissime generazioni di fan legate alle nuove tecnologie come streaming, smartphone e social media.”

Sfera Ebbasta, lo sappiamo, è un artista controverso, fa discutere, fa parlare di se, divide il pubblico in due, non ci sono vie di mezzo: o lo si ama o lo si odia.

Che poi, veramente nel 2018 si giudicano, si odiano ancora le persone in base alle proprie canzoni?

Ebbene sì.

Ecco infatti che mentre il rapper di Cinisello Balsamo che vanta 49 dischi di platino e 8 dischi d’oro scala ogni classifica in senato ci si preoccupa a fare esposti contro Sfera Ebbasta in diciotto differenti procure di tutta Italia in quanto le sue canzoni ” incitano all’uso di droga “.

Certo, non stiamo parlando di poesia, i temi trattati sono quelli canonici della trap (soldi, sesso, droga, moda) e le canzoni possono benissimo piacere o non piacere, ma da qui ad etichettarle come la rovina delle nuove generazioni ce ne passa.

Ma io mi chiedo: chi se ne lamenta oggi, non ha mai ascoltato gente che non solo faceva uso, ma addirittura inneggiava a cocaina, Lsd, eroina o alcool?

Dai su, smettiamola di fare del moralismo su ogni cosa.

Chissà se nella playlist del senatore Mallegni non si trovi qualche canzone di Vasco Rossi, di De André, di Lucio Dalla o una di Jimmi Hendrix, Eric Clapton, James Brown, dei Rolling Stones… e potrei andare avanti ancora per molto.

Questo probabilmente non lo sapremo mai, però di una cosa sono certo:

Non sarà certo una canzone ad insegnarci a vivere in maniera civile.

 

Autore: Simone Cassanmagnago

 

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