Il giorno della settimana che tutti odiano è il lunedì; la settimana ricomincia, tra ufficio, studio, scuole, traffico. Il così detto Blue monday … cerchiamo però di non concedergli questa triste vittoria, ma remiamogli contro e beviamoci su.

Questa sera, per sfatare il mood abituale, ho deciso di andare dritto in quello che è il mio scacciapensieri, Vinoir.

La forza di questo luogo, oltre al vino, è la cordialità, qui trovo sempre un posto al bancone – la mia parte preferita di qualsiasi locale – e trovo sempre qualcuno aperto a fare conversazione.

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Il filo conduttore da Vinoir, inutile sottolinearlo, è il vino; più nello specifico il vino naturale.

 

Ora, prima che vi facciate sotto domanda : “Cos’è il vino naturale”, “Cosa vuol dire ?”, “Che differenza c’è “? insomma domande di routine vi blocco subito.

Il vino naturale è un vino prodotto dalla fermentazione spontanea dell’uva; nessun lievito è aggiunto e nemmeno i solfiti – quelli che si creano sono del tutto spontanei – stop, that’s it, è puro e semplice vino.

La conversazione questo lunedì cade sugli Orange wine (i vini arancioni) e la loro peculiarità di “stare sulle bucce”. Da eterno curioso voglio dunque sapere di cosa stanno parlando ed in un carpiato mi tuffo nel discorso.

Qua è tutto un pò tecnico ma non perdetevi d’animo: si parte da uva bianca, che viene vinificata come se si trattasse di un vino rosso, lasciandola “sulle bucce”; insomma, i lieviti e i batteri – finito il loro lavoro – si depositano sul fondo, estraendo sostanze aromatiche e influendo su fattori che li vertono al colore giallo carico, “Orange” appunto diventare vino corposo e con una spiccata  capacità di poter invecchiare.

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Si ma quindi ???

Vi dico la mia personalissima opinione a me piace !!! L’ orange sta nel giusto limbo tra un bianco e un rosso e non solo per il colore; sfumature di sapore e colore fanno di questa, una categoria fatta e finita.

Mi sono immolato per voi, lo ammetto; ne ho provato qualcuno, fino al punto da poter spostare l’asticella da curiosità a vero e proprio interesse, tanto che mi sono fermato più a lungo di quanto pensassi.

A quel punto però incominciavo a sentire lo stomaco decisamente vuoto, ma, tranquilli, Vinoir non è solo vino, ma anche un ottimo Bistrot. Dato che ormai mi fido di chi sta dall’altra parte del mio caro bancone, mi son fatto consigliare anche sul cibo. Tagliatelle di farro con ragù di coniglio, affare fatto !!!!

Vino naturale Orange a sinistra, tagliatelle di fronte, pane con lievito madre a destra, chi mi sposta da qua ? Insomma, penso si sia capito, se cercate un posto conviviale, spontaneo – come i lieviti – in cui fermarvi anche a mangiare e non solo per bere del buon vino naturale, beh Vinoir è il posto giusto !!!

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Autore: Samuele Brivio
Foto: @brisa.del.mar

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